Una enciclopedia dei migranti

Le storie di 400 migranti, abitanti di 8 città europee, si trovano raccontate all’interno dei grossi tomi di un’enciclopedia, attraverso la lettera che ciascuno ha scritto nella propria lingua a una persona cara nel paese d’origine. Una strizzata d’occhio provocatoria, come a dire che i saperi caldi del vissuto umano non valgono meno dei saperi freddi e enciclopedici, anzi, da oggi, riempiono anch’essi un’enciclopedia di ben 1782 pagine divise in tre grossi tomi ordinati alfabeticamente secondo il nome di battesimo dei migranti!
Dunque ecco la notizia: l’Encyclopédie des migrants è stata presentata e donata alla città di Rennes sabato scorso, il 4 marzo, dopo tre anni di lunga gestazione. Si tratta di un progetto il cui scopo è di dare una luce diversa ai fenomeni migratori, presentandoli sotto forma di un’enciclopedia del tutto simile a quella di Diderot e D’Alambert.
Il progetto mi tiene a cuore prima di tutto perché ho partecipato scrivendo la mia lettera, ma anche perché sento il tema piuttosto attuale e la maniera di trattarlo originale, toccante, efficace. Le lettere sono profondamente ancorate all’umano e finiscono per parlarci di noi, del nostro vissuto, dei nostri dubbi, dell’esistenza in generale, che noi siamo in migrazione o meno, in maniera figurata o reale. La storia siamo noidiceva De Gregorinoi che scriviamo le lettere, siamo noi che abbiamo tutto da vincere o tutto da perdere.
L’Enciclopedia è stata letta per intero durante 24 ore non stop tra sabato e domenica scorsi. Mi sono trovata così a leggere la mia lettera e quelle di altri migranti, con la voce incerta, le vocali del mio francese instabili e pure quelle del mio italiano, in un’atmosfera emotivamente carica, davanti a visi presi dalle storie, attenti ai particolari umani, incuriositi dai vissuti, le lingue, i paesi di provenienza e arrivo di ciascuno. Ora sarà consultabile in biblioteca a Rennes e online, parte del patrimonio umano cittadino.
Un mio articolo (in francese) è stato pubblicato sul blog dell’enciclopedia. Parlo in maniera abbastanza ironica del significato della parola “migrazione” e delle connotazioni deviate che esso assume in società.
Il fotografo che ha scattato la mia fotografia per l’enciclopedia ha inoltre pubblicato un articolo (sempre in francese) sulle difficoltà della luce a lume di candela e di come ha voluto accontentarmi per fare la foto nel posto giusto per me.
Buona lettura enciclopedica umana a tutti.

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Informazioni su chiara mazza

Classe '82, sono dottore di ricerca in linguistica, amo le lingue e i viaggi, la psicologia, le filosofie. Mi piacciono soprattutto le parole. E le storie fatte di parole. E i pezzi di parola che fanno le storie. E il parmigiano. A scaglie, con l'aceto balsamico sopra.

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