L’incrollabile egocentrismo dello scrittore

Ripubblico da Circolo 16, dove l’articolo è uscito il 25 febbraio.

Ci sono mestieri che richiedono alcune competenze davvero specifiche, lo scrittore è uno di questi.
Lo scrittore deve infatti possedere un sano, immotivato e smisurato egocentrismo. Deve, inoltre, essere del tutto immodesto, credendo che la messa in pubblico di quest’ultimo possa davvero apportare qualcosa a chi ne è il destinatario. Deve, in poche parole, credere di poter offrire qualcosa di fondamentale, di unico e originale a un destinatario che ne aveva proprio bisogno e non avrebbe potuto trovare quella stessa cosa altrove.
Questa la mia opinione sulla questione, condivisibile o meno. Secondo me – con immodestissimo parere, ovviamente – se non si possiedono queste due caratteristiche e una terza: la capacità di accettarle e assumerne serenamente la responsabilità, è meglio darsi all’ippica, rinunciare da subito e lasciar perdere; riuscire ad ammettere con se stesso: «ho tante cose da esprimere, ho un’ottima capacità di scriverle in buon italiano, so come ordinare bene i pensieri e farne delle buone argomentazioni o dei passaggi esteticamente piacevoli, adoro scrivere e mostrare i miei testi, ma no, non sono uno scrittore!».
Penso sia un passaggio obbligato e una boa importantissima da superare, soprattutto per evitare di farsi massacrare dalle critiche. E, in questo senso, a volte le critiche positive, se non si è pronti, sono peggiori di quelle negative, che magari invece spronano lo scrittore in erba a migliorarsi. È necessario, in pratica, prima di esporsi, essere davvero sicuri, intimamente, nell’angolo più buio e recondito di se stessi, che quel che si scrive vale, davvero, e porta qualcosa alla luce, dà qualcosa al mondo, rendendolo più ricco grazie alla condivisione.
Mi sembra questa la tappa più difficile. Il resto è capacità, caparbietà, rigore, disciplina, applicazione, motivazione, tempo, sudore, sgomitamenti, battaglie, come per qualunque altro mestiere o passione. Ma questo punto, proprio questo, è quello che mette alla prova di più, che frena e blocca, che fa sì che tutti siamo ottimi blogger, ma quasi nessuno fa lo scrittore.

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Informazioni su chiara mazza

Classe '82, sono dottore di ricerca in linguistica, amo le lingue e i viaggi, la psicologia, le filosofie. Mi piacciono soprattutto le parole. E le storie fatte di parole. E i pezzi di parola che fanno le storie. E il parmigiano. A scaglie, con l'aceto balsamico sopra.

  1. Per la serie, siamo così il centro di noi stessi da esserci caduti dentro? 😀
    La mia vignetta preferita resta questa di Orso Ciccione

    Meravigliosa!!

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