Frank Zappa e lo svuotamento della RAM

Mattino, verso le 8, prima dell’ora di punta. Un autobus semivuoto numero 1. Gente che va al lavoro.
Resti in piedi, musica in cuffia, batti il tempo con il piede, ti muovi a tempo leggermente.
Un pezzo di Frank Zappa. Un riff complicato, come sempre.
Potrebbe frustrarti il fatto di non capirlo del tutto, potresti innervosirti come al solito, facendo resistenza alla tentazione di premere il pulsante “forward”, ma no. Questa volta – e te ne rendi conto soltanto dopo vari secondi, quando il riff ti ha preso completamente, il piede che batte forsennatamente impazzito, le dita della mano tamburellano la colonnina a cui ti stai tenendo – è diverso. Oggi lo capisci. Senza sforzo.
Parla di un lavoro musicale mostruoso, un’applicazione senza precedenti, rigore e dedizione instancabili, una produzione infinita, una scanzonatura sempre intelligente e acuta, mai banale. Mentre tutti si facevano di qualunque cosa in un delirio di amore libero e altre facili illusioni libertarie a buon mercato, Frank se ne fregava, lui sgobbava. Certo con irriverenza, ma sgobbava. Ecco tutto.
Sull’1, la mattina alle 8, il riff si decodifica solo e finisci a dialogarci in questi termini.
«Dev’esser senz’altro lo svuotamento della RAM…», il primo pensiero che ti abita finito il pezzo, «sì, dev’esser proprio quello».
Le ultime settimane hai fatto pulizia… la tua RAM lavora più in fretta, ormai sgombra, scevra di quegli inutili pensieri che la facevano girare a mille, surriscaldandoti il sistema. È soltanto da qualche giorno che il processore rende al suo massimo. Ti manca forse una piccola formattazione del disco rigido e il sistema girerà finalmente con efficiente ottimizzazione.
Così da qualche giorno capisci senza sforzo le parole in inglese di canzoni che ascolti senza comprensione da anni, d’improvviso sai schioccare le dita a tempo come non sei riuscito a fare mai e poi, adesso, anche Frank Zappa…
Parlare di musica è come ballare di architettura, diceva lui. Eh!
Bastava svuotare la RAM. Eccome se bastava!
Te l’avessero detto prima…
Un gioco da ragazzi, l’avresti fatto subito, tu che pensavi che fosse la CPU a non essere abbastanza potente e invece… Mannaggia a capirne così poco di informatica…
Magari succederà come con Frank Zappa: un giorno schioccherai le dita dicendoti – ormai non più tanto meravigliato: «ma dai… Funziona! Eppure mica mi sono applicato a imparare…» e saprai che la RAM si svuota ad ogni spegnimento del computer, è fatta apposta per gestire la capacità multitasking del sistema, ma è pur sempre limitata, non può mica essere usata come un secondo disco rigido…
4Gb te ne hanno dati. Sono più che sufficienti!
Più che sufficienti… basta svuotarli prima di ogni riavvio del sistema. Forse neppure la formattazione è più necessaria.
E la CPU, quanto a lei, è di quelle buone.
Il sistema, l’hai assemblato come si deve.
Solo la RAM si era intasata. Solo la RAM.
«Troppo tempo senza riavviare. Dev’esser stato quello…»

Dirty love – Frank Zappa
San Ber’dino – Frank Zappa

Annunci

Informazioni su chiara mazza

Classe '82, sono dottore di ricerca in linguistica, amo le lingue e i viaggi, la psicologia, le filosofie. Mi piacciono soprattutto le parole. E le storie fatte di parole. E i pezzi di parola che fanno le storie. E il parmigiano. A scaglie, con l'aceto balsamico sopra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: