Uomini

Chiara entra in un locale fumoso, con le luci basse. Viene colta immediatamente da un odore di zuppa di cipolle e altri pentoloni borbottanti sul fuoco.
Un ballo d’inverno. In una fabbrica abbandonata.
Un angolo della sala è adibito a cucina. C’è la bruschetta, le zuppe, le salsicce, la pizza…
Negli altri angoli si alternano i musicisti. Spesso si sovrappongono anche.
Quasi tutti italiani.
Quasi tutti del sud.
Quasi tutti tra la taranta, la pizzica e la musica tradizionale.
Si guarda intorno. Cerca persone interessanti.
Ce n’è così tante che lo sguardo viene catturato ogni 5 secondi circa.
“Quello là, sì…”
“No, un attimo… questo è ancora meglio”
“E quello?”
Un’amica ha portato tutto il necessario per fare lo spritz.
Incorregibile veneta…
Sapore d’arancio e Aperol, insieme alla zuppa, riscalda e inebria.
A metà serata Chiara incrocia lo sguardo di un tipo mica male.
Sorrisino da bimbo, barba timida e fossette sulle guance.
Biondino.
Caldo, accogliente, carino.

Fine serata, la taranta infuoca gli animi. Si balla come veri tarantolati.
Chiara abbandona gli arti agli eventi. Le braccia vanno da sole, come fosse un pupazzo di pezza, cucito solo all’altezza delle spalle e dell’inguine.
Senza accorgersi dispensa sorrisi a tutti e sguardi lucidi mentre balla.
Poi se lo ritrova affianco.
Sorrisino e fossette.
Lui la spintona per gioco.
“Eddai… balla con me”
Lei non ci pensa due volte e lo rispintona.
“Da perdere cosa c’è?”
E si balla, come due tarantolati.
Lui ha paura, ma lei no.
Gli prende le mani.
“Eddai… balla VERAMENTE con me”
E si gira su se stessi, insieme, come matti.
Adesso nemmeno lui ha più paura e se la porta dietro.
Lei sorride e pensa solo che se continua così finisce che cadono tutti e due, uno sull’altro, e si portano anche dietro tutti quelli che ci sono intorno.
Ma poi chissenefrega. È bello così. È così bello…
E sorride… sorride… e sorride ancora.
E gira, poi rigira e gira ancora.
E lui le risorride e sorride e poi sorride ancora.
Sembra che il ballo non voglia finire mai.
Ma poi finisce… come tutto…
Lui sparisce per un po’.
Chiara lo cerca con lo sguardo dappertutto… dissimulando.
“Sarà mica andato via?”
Poi si rassegna e va in bagno. Prima di andar via…
“È stato bello. Bello così…”
Ma lui è lì fuori. A sbollire il pizzico della tarantola.
Chiara se lo ritira dietro: “ma come? non balliamo più?”
E lui ci si fa tirare.

È l’ultimo pezzo, poi si chiude.
Altri giri.
Altri sguardi.
Adesso non è più solo una questione di pizzico.
Adesso c’è anche la seduzione.
Il ballo finisce, lui la ringrazia, lei lo ringrazia.
“Ma poi… ma scusa… ma sì… eccheccazzo”
Chiara prende e gli appiccica un bel bacio perfetto, al centro delle labbra.
Lui sorride, si volta e scappa via.

Uomini…

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Informazioni su chiara mazza

Classe '82, sono dottore di ricerca in linguistica, amo le lingue e i viaggi, la psicologia, le filosofie. Mi piacciono soprattutto le parole. E le storie fatte di parole. E i pezzi di parola che fanno le storie. E il parmigiano. A scaglie, con l'aceto balsamico sopra.

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