Odori

Infili la testa dentro al maglione e alla maglietta per toglierteli. Resti un attimo là sotto prima di sfilarteli via dalle braccia. Rimani un momento intrappolato nel tuo odore.
Un misto di deodorante e di pelle che ha vissuto, si è mossa, ha traspirato. Ti ricordi che non cambi maglietta da vari giorni, che hai camminato mezzo pomeriggio e pensi che non hai voglia di farti la doccia…
La luce prende tonalità di giallo mentre sei lì sotto al tuo maglione di lana col collo alto. Stai bene così, la testa tra le tue braccia, una luce fioca, morbida, riposante e quell’odore forte di te che non puoi far finta di non sentire.
Poi butti il maglione e la maglietta sulla sedia, ti sfili veloce anche i pantaloni, le mutande e i calzini con un solo gesto che porta via tutto insieme e poi ci vai, alla fine, a fare questa doccia. Lo sai troppo bene che dopo starai meglio.

Cammini lungo il canale, d’autunno. Foglie gialle dappertutto. Sempre meno sugli alberi, sempre di più sull’acqua e sulla strada. Prendono traiettorie delicate cadendo giù. Si avvitano su se stesse, danzano un po’ e atterrano planando. Qualche volta accelerano impazzite, qualche volta vanno con calma, prendono tutto il tempo. Fai i tuoi equilibrismi tra una gamba e l’altra e ti aiuti a pensare concentrandoti su qualcosa di esterno. Vieni invaso da un odore forte di autunno.
Le foglie che macerano con l’umidità, sanno di stagioni che passano e si rincorrono, sanno di ciclo della vita. Putrefazione in attesa della primavera.
Guardi il riflesso degli alberi sull’acqua.
Come ti calma. Come ti fa brillare gli occhi.
E una foglia ti arriva in picchiata accanto, quasi ti fa paura. La prendi per il picciolo e la saluti. La fai girare forte forte e ridi.

Stai seduto accanto a qualcuno. Si muove, gesticola, ti racconta qualcosa animatamente. Ti piace quello che dice. Ti piace la persona che è. Ti piace e basta.
Si infervora ancora un po’ e si agita più di prima. Con l’ultimo movimento delle braccia vieni avvolto da una zaffata forte del suo odore.
Non è che sia buono, ma non è neanche cattivo. Acre e un po’ forte, ma piacevole in qualche modo. Ti pizzica il naso tantissimo. A tal punto che non sei più attento a quello che dice.
Dai… però, ti piaceva quello che stava dicendo. Cioè insomma, lo volevi ascoltare.
E niente… adesso ti piace solo quello che è. Quello che dice è andato… Speri solo non ti faccia nessuna domanda dopo…

In cucina qualcosa borbotta sul fuoco. Brbrbrbbrbrbrbbr. Hai solo una gran voglia di andare ad alzare quel coperchio per sapere che c’è là dentro e che cos’ha da borbottare così forte.
Ci vai col fare guardingo di chi potrebbe essere scoperto da un momento all’altro.
Afferri il pomello del coperchio veloce e in un millesimo di secondo scoperchi.
Adrenalina per un attimo, poi tutto torna normale. Non stai andando all’assalto di una banca per fare una rapina… hai solo aperto la pentola nella cucina di tua nonna…
E un odore di brodo antico viene a sbattertisi violento sul viso, la gallina, il magro, la carota, la cipolla e compagnia.
Con in bocca già il sapore dei cappelletti, ti senti semplicemente solo a casa…

Annunci

Informazioni su chiara mazza

Classe '82, sono dottore di ricerca in linguistica, amo le lingue e i viaggi, la psicologia, le filosofie. Mi piacciono soprattutto le parole. E le storie fatte di parole. E i pezzi di parola che fanno le storie. E il parmigiano. A scaglie, con l'aceto balsamico sopra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: