Bologna

Una bruma sottile bagna leggermente il pavé di via Indipendenza. L’aria è spessa che si può tagliare con un coltello. L’umidità avvolge ogni cosa, penetra le ossa e costringe ad affondare le mani bene nelle tasche, ad alzare il cappuccio sulla testa.
Cammina proprio così infatti. Le mani sprofondate nelle tascone rettangolari del suo montgomery blu e il cappuccio tirato su per non avere freddo alle orecchie e non ritrovarsi i capelli tutti appiattiti dall’umido.
Cammina veloce sotto il portico verso piazza Maggiore. Poi arriva e il suo ritmo interiore rallenta di colpo. Ripresa di contatto con la città. Un giro completo di piazza Grande con il naso all’insù. L’orologio del Comune, la facciatona della chiesa, il Crescentone, le finestre dei palazzi che sembrano persone affacciate in attesa che succeda qualcosa là sotto.
Si fa guidare dalla piazza. Oggi la porta verso le vie dei mestieri a osservare il mercanteggio dei piccoli negozietti di verdure, pesce e tortellini.
“Ha proprio ragione Guccini” pensa. “Benessere, ville, gioielli e… salami in vetrina!”.
I salumi sono spettacolari, così sospesi sopra le forme di parmigiano e i tortellini fatti a mano a 30€ al chilo.
Al ritorno la piazza è ancora come pochi minuti prima, tutta avvolta nella bruma, gente che va in su, gente che va in giù.
Un po’ d’acqua alla fontanella del Nettuno, una sigaretta seduta davanti alla Sala Borsa. Si mette a gambe incrociate e raddrizza la schiena. Sta bene, nonostante l’umidità. Non è ancora inverno, si resiste ancora.
Guarda davanti a sé mentre fuma e sente il peso della storia dietro, tutte quelle facce della Resistenza… Davanti i merli ghibellini di palazzo Re Enzo e poi il cielo dietro.
C’è un po’ d’azzurro dietro ai merli, il cielo si comincia ad aprire.
C’è un po’ d’azzurro dentro di lei, i nodi si cominciano a sciogliere.

Annunci

Informazioni su chiara mazza

Classe '82, sono dottore di ricerca in linguistica, amo le lingue e i viaggi, la psicologia, le filosofie. Mi piacciono soprattutto le parole. E le storie fatte di parole. E i pezzi di parola che fanno le storie. E il parmigiano. A scaglie, con l'aceto balsamico sopra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: