Dita

Dita incollate alla tastiera. Home row. Per imparare a battere decentemente, già che ci sono.
Due schermi. Uno nero e uno bianco. Il terminale e l’interfaccia web della ditta.
L’occhio attento che di tanto in tanto passa da uno schermo all’altro con una serie di ctrl+tab strategici piazzati al momento giusto, tra il passaggio di uno o l’altro dei colleghi.
Quanto basta per dare l’impressione di essere completamente immersi nel lavoro. Attenzione e passione per quello che si sta facendo, sì sì, certo.
Io però faccio tutt’altro. Con attenzione e passione. Ovvio.
Radio Fip in cuffia, ho appena avuto una di quelle idee che ho circa ogni 3 giorni. Di quelle che nel 99% dei casi abortiscono già dopo poche ore, ma che ti tengono la mente lucida e in movimento, il che tutto sommato è sempre una buona idea.
Oggi quindi ho avuto l’idea di raccontare delle storie poi metterle da qualche parte perché si facciano leggere.
Eccoci qua dunque.
Proprio bello quando un lavoro mediocre diventa la migliore occasione per mandare in brodo di giuggiole la creatività, liberare le idee e vedere dove arrivano tutte sole.
È molto semplice: dita sulla tastiera, due schermi, uno nero, l’altro bianco e l’occhio attento…

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Informazioni su chiara mazza

Classe '82, sono dottore di ricerca in linguistica, amo le lingue e i viaggi, la psicologia, le filosofie. Mi piacciono soprattutto le parole. E le storie fatte di parole. E i pezzi di parola che fanno le storie. E il parmigiano. A scaglie, con l'aceto balsamico sopra.

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